Sessualità

Che cos’è la sessualità?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la sessualità come un “bene della persona che si può vivere anche in coppia all’interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di sé e degli altri” e definisce la salute sessuale come ” l’integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettuali e sociali nell’essere sessuato in modo da pervenire ad un arricchimento della personalità, della comunicazione e dell’amore”.
La sessualità è quindi chiaramente una parte importante della vita delle persone, una parte di cui occorre occuparsi per fare in modo che cresca insieme a noi, sana e serena.
La sessualità è un aspetto così importante nella vita di un essere umano, sia uomo che donna da essere strettamente interconnessa alla sua salute.
La sessualità, contrariamente a quanto si crede, non riguarda solo gli istinti e la genitalità del rapporto sessuale, ma coinvolge interamente la persona con le sue credenze, i suoi valori, le sue emozioni, le sue paure.
Per anni si è focalizzato l’interesse sulla funzione della sessualità nella riproduzione come conservazione della specie, ma oggi finalmente si è arrivati a considerare anche l’aspetto del piacere, del godimento, del gioco, della complicità non solo per l’uomo ma anche per la donna.

Psicoterapia Sessuale

“Credo sinceramente che ognuno di noi abbia un grande, incredibile potenziale d’amore; ma è amore in potenza e, come tutte le cose in potenza, se non viene realizzato, se non viene tradotto in pratica, non serve a molto”. “Ciò che è essenziale è veramente dentro di voi. Ma dentro c’è un buio spaventoso e non è facile cercare nell’oscurità. Nessuno insegna come fare. Non ci sono corsi sulla vita, non ci sono corsi sull’amore, non ci sono corsi intitolati “mi sento solo”.
(Leo Buscaglia).

La domanda di terapia, nelle situazioni di soggetti con problematiche sessuali, può avvenire attraverso una richiesta individuale o da parte di una coppia. I problemi di ordine sessuale, non sono sempre attribuibili a situazioni di disturbi emotivi valutabili nella sfera del profondo, che affondano le radici nell’infanzia del paziente, né tantomeno in patologie psichiatriche. Nella maggior parte dei casi si tratta di problematiche che possono essere trattate nel qui ed ora, nella quotidianità del paziente: paura di essere respinti o umiliati dal partner, previsione di una prestazione scadente. In questo caso la terapia risulta un intervento di psicoterapia breve in risposta ad una richiesta sessuologica (de Bernart R., Giommi R.,1987).

La psicoterapia sessuale rivolge la sua attenzione alla interazione della coppia in termini disfunzionali e relazionali con riferimento anche ad aspetti trigenerazionali. In particolare nella psicoterapia sessuale si procede in primo luogo alla verifica ed eventuale esclusione di cause organiche generali o specifiche.
In secondo luogo si considera l’area intrapsichica del paziente ossia la sua storia affettiva, l’eventuale ansia, accettazione di sé, vissuti relazionali, ecc

alberoDi particolare interesse della terapia sessuale familiare è l’aspetto dell’influenza del punto di vista trigenerazionale, ossia di come le rispettive famiglie d’origine dei rispettivi partner della coppia possono aver influenzato l’esordio del disturbo sessuale. In questi casi la coppia presenterà delle problematiche irrisolte da ricercare nella storia delle rispettive famiglie d’origine e il terapeuta dovrà valutare le influenze passate della matrici culturali ed emotive provenienti dalle radici passate e le loro risonanze all’interno della famiglia attuale.

Tra le varie motivazioni umane e all’interno dei numerosi aspetti dell’esistenza, la sessualità ricopre un ruolo di primo piano e costituisce un’area carica di emozioni, affetti e sentimenti.
La dimensione sessuale è un aspetto particolarmente complesso dell’esperienza umana e investe la dimensione sia biologica che emotiva e mentale. Tra i fattori che essa comprende, possiamo evidenziare:
1. la procreazione. Permea di significati il rapporto sessuale, in senso sia positivo, perché avere un figlio è un’esperienza fondamentale, vissuta e fantasticata, che attiva potenti emozioni e aspettative, sia in senso negativo, perché avere un figlio determina responsabilità e doveri sul piano individuale e sociale;
2. il piacere. L’atto sessuale si associa al piacere fisiologico, che è la principale fonte di rinforzo dell’atto stesso. Al tempo stesso, il piacere può essere associato a numerosi significati individuali, sociali e culturali, fino a divenire fonte di vergogna, di colpa, di dipendenza.
3. l’intimità. La sessualità, vissuta nella relazione con l’altro, è una delle esperienze di intimità più intense, a livello corporeo, emotivo e psicologico.

ASPETTATIVE, CONVINZIONI E SESSUALITÀ’

Il  modo in cui ognuno di noi vive la propria sessualità è determinato, oltre che dalla biologia, dal modo in cui ha imparato a pensare al sesso, alle aspettative e alle convinzioni che ha legato a tale concetto. Se tali aspettative e convinzioni sono errate, disfunzionali, causano angoscia, sensi di colpa, insicurezza o altri stati emotivi negativi, è probabile che la persona si accosterà alla sessualità in modo negativo, limitante, distorto.
Esistono alcune convinzioni e aspettative riguardo alla sessualità che frequentemente causano disagi e insoddisfazioni, oltre che disfunzioni, a livello sessuale:
Timore del godimento sessuale, che può essere legato a  una concezione peccaminosa della sessualità;
Timore di non riuscire (ansia da prestazione);
Timore di perdere il controllo, connesso al timore di  potersi comportare in modo riprovevole o disdicevole in caso di completo abbandono al piacere.
Pregiudizi e inibizioni, che comportano la limitazione dell’esplorazione della sessualità, l’esclusione dell’elemento ludico e l’appiattimento dell’esperienza di coppia sino a renderla monotona e formale.

DISTURBI DELLA SESSUALITÀ

Il DSM-IV (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), il più diffuso, autorevole ed utilizzato manuale per la diagnosi psicopatologica, propone una sezione specifica per i “Disturbi sessuali e dell’identità di genere”. Tale sezione comprende le Disfunzioni Sessuali, le Parafilie, e i Disturbi dell’Identità di Genere.
1. Le Disfunzioni Sessuali sono caratterizzate da un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, e causano notevole disagio e difficoltà interpersonali. Le Disfunzioni Sessuali comprendono i Disturbi del Desiderio Sessuale (Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo, Disturbo da Avversione Sessuale), i Disturbi dell’Eccitazione Sessuale (Disturbo dell’Eccitazione Sessuale Femminile, Disturbo Maschile dell’Erezione), Disturbi dell’Orgasmo (Disturbo dell’Orgasmo Femminile, Disturbo dell’Orgasmo Maschile, Eiaculazione Precoce), Disturbi da Dolore Sessuale (Dispareunia, Vaginismo), Disfunzione Sessuale Dovuta ad una Condizione Medica Generale, Disfunzione Sessuale Indotta da Sostanze, e Disfunzione Sessuale Non Altrimenti Specificata.
2. Le Parafilie sono caratterizzate da ricorrenti e intensi impulsi, fantasie, o comportamenti sessuali che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali e causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento. Le Parafilie includono l’Esibizionismo, il Feticismo, il Frotteurismo, la Pedofilia, il Masochismo Sessuale, il Sadismo Sessuale, il Feticismo di Travestimento, il Voyeurismo, e la Parafilia non Altrimenti Specificata.
3. I Disturbi dell’Identità di Genere sono caratterizzati da intensa e persistente identificazione col sesso opposto, associata a persistente malessere riguardante la propria assegnazione sessuale. L’identità di genere si riferisce alla percezione che l’individuo ha di sé come maschio o femmina. Il termine disforia di genere denota intensi e persistenti sentimenti di disagio per il proprio sesso, il desiderio di possedere il corpo dell’altro sesso ed il desiderio di essere considerato dagli altri come un membro dell’altro sesso. I termini identità di genere e disforia di genere dovrebbero essere distinti dal termine orientamento sessuale, che si riferisce all’attrazione erotica verso i maschi, le femmine od entrambi.
4. Il Disturbo Sessuale Non Altrimenti Specificato viene incluso per codificare i disturbi del funzionamento sessuale che non sono classificabili in alcuna categoria specifica. È importante sottolineare che i concetti di devianza, di standard della prestazione sessuale, e di adeguato ruolo sessuale possono variare da cultura a cultura.

DISFUNZIONI SESSUALI
DISFUNZIONI SESSUALI: DEFINIZIONE

Secondo il DSM-IV [American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano], una Disfunzione Sessuale è caratterizzata da un’anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale

Il ciclo di risposta sessuale può essere diviso nelle seguenti fasi:

  • Desiderio. Questa fase consiste in fantasie sull’attività sessuale e nel desiderio di praticare attività sessuale.
  • Eccitazione. Questa fase consiste in una sensazione soggettiva di piacere sessuale e nelle concomitanti modificazioni fisiologiche. Le principali modificazioni nel maschio sono la tumescenza del pene e l’erezione. Le principali modificazioni nella donna sono la vasocongestione pelvica, la lubrificazione e la dilatazione della vagina, e la tumescenza dei genitali esterni.
  • Orgasmo. Questa fase consiste in un picco di piacere sessuale, con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi. Nel maschio vi è la sensazione di inevitabilità dell’eiaculazione, seguita dall’emissione di sperma. Nella femmina vi sono contrazioni (non sempre percepite soggettivamente come tali) della parete del terzo esterno della vagina. Sia nel maschio che nella femmina, lo sfintere anale si contrae ritmicamente.
  • Risoluzione. Questa fase consiste in una sensazione di rilassamento muscolare e di benessere generale. Durante questa fase, i maschi sono fisiologicamente refrattari ad ulteriori erezioni ed orgasmi per un periodo variabile di tempo. Al contrario, le femmine possono essere in grado di rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente.

I disturbi della risposta sessuale possono verificarsi in una o più di queste fasi. Nei criteri diagnostici non si cerca di specificare una frequenza minima o una gamma di situazioni, attività o tipi di rapporti sessuali in cui la disfunzione deve verificarsi. Questa valutazione deve essere fatta dal clinico, tenendo conto di fattori come l’età e l’esperienza del soggetto, la frequenza e la cronicità del sintomo, il disagio soggettivo, e l’effetto su altre aree del funzionamento.
I termini “persistente” o “ricorrente” nei criteri diagnostici indicano la necessità di un giudizio clinico di questo tipo. Se la stimolazione sessuale è inadeguata per localizzazione, intensità, o durata, la diagnosi di Disfunzione Sessuale riguardante l’eccitazione o l’orgasmo non viene fatta.

PREVALENZA

Lo studio più ampio fino ad oggi disponibile, condotto su un campione rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti fra i 18 ed i 59 anni, suggerisce le seguenti stime di prevalenza per varie lamentele sessuali: 3% di dispareunia nei maschi, 15% di dispareunia nelle femmine, 10% di problemi di orgasmo nei maschi, 25% di problemi di orgasmo nelle femmine, 33% di desiderio sessuale ipoattivo nelle femmine, 27% di eiaculazione precoce, 20% di problemi di eccitazione nelle femmine e 10% di difficoltà di erezione nei maschi.

DETERMINANTI DELLE DISFUNZIONI SESSUALI

Una Disfunzione Sessuale può essere dovuta a diverse cause, le quali consentono di individuare due sottotipi:

  • Dovuta a Fattori Psicologici, quando si ritiene che fattori psicologici abbiano un ruolo preminente nell’insorgenza, nella gravità, nell’esacerbazione, o nel mantenimento di una Disfunzione Sessuale e le condizioni mediche generali o delle sostanze non hanno alcun ruolo nell’etiologia della Disfunzione Sessuale.
  • Dovuta a Fattori Combinati, quando 1) si ritiene che fattori psicologici abbiano un ruolo nell’insorgenza, nella gravità, nell’aggravamento, o nel mantenimento della Disfunzione Sessuale; e 2) si ritiene che anche una condizione medica generale o l’uso di sostanze contribuiscano ma non siano sufficienti a giustificare la Disfunzione Sessuale.
  • Dovuta a una Condizione Medica Generale o indotta da Sostanze, se una condizione medica generale o l’uso di sostanze (inclusi gli effetti collaterali dei farmaci) sono sufficienti a giustificare la Disfunzione Sessuale.

CLASSIFICAZIONE DELLE DISFUNZIONI SESSUALI

Secondo la classificazione diagnostica del DSM-IV, le Disfunzioni Sessuali comprendono:

  • i Disturbi del Desiderio Sessuale (Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo, Disturbo da Avversione Sessuale);
  • i Disturbi dell’Eccitazione Sessuale (Disturbo dell’Eccitazione Sessuale Femminile, Disturbo Maschile dell’Erezione);
  • I Disturbi dell’Orgasmo (Disturbo dell’Orgasmo Femminile, Disturbo dell’Orgasmo Maschile, Eiaculazione Precoce);
  • I Disturbi da Dolore Sessuale (Dispareunia, Vaginismo);
  • Disfunzione Sessuale Dovuta ad una Condizione Medica Generale, Disfunzione Sessuale Indotta da Sostanze, e Disfunzione Sessuale Non Altrimenti Specificata.

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