La PSICOTERAPIA con EMDR

La PSICOTERAPIA con EMDR

L’emdr è un trattamento psicoterapeutico nato in America negli anni ’80 con lo scopo di desensibilizzare efficacemente i sintomi disturbanti legati ai ricordi traumatici. Inizialmente è stato studiato su popolazioni civili che si sono ritrovate in uno stato di guerra (vedi reduci del Vietnam) e che sviluppavano il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e quindi un trauma.
Nel 1995 il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’American Psychological Association ha condotto una ricerca per definire il grado di efficacia di questo metodo terapeutico e le conclusioni sono state che l’EMDR non solo è efficace nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico, ma ha addirittura l’indice di efficacia più alto per questa categoria diagnostica. In seguito, I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia. L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità .
Numerosi studi scientifici descrivono e comprovano l’efficacia del trattamento EMDR nella cura di diversi disturbi psicologici e ne descrivono i correlati neurobiologici e neurochimici. Inoltre, numerose ricerche riportano, a questo proposito, una chiara evidenza relativa all’esperienza del trauma e all’ impossibilità del nostro cervello di rielaborare e metabolizzare l’informazione di un evento traumatico eccessivamente doloroso.
Questa informazione traumatica rimane bloccata nel nostro cervello con lo stesso contenuto e la stessa intensità originale, per cui ogni volta che ci si trova a dover ripensare a ciò che ci è capitato, riviviamo con la stessa intensità quelle emozioni e quei sintomi che appartengono al passato. In parole più semplici, è come se il nostro ricordo traumatico fosse “senza tempo”, dal momento che si ripropone con la stessa carica emotiva con la quale si era presentato in tempi passati.
In questi termini, l’emdr ha lo scopo di sbloccare queste informazioni traumatiche rielaborandole, per fare in modo che tali esperienze perdano l’impatto emotivo e gli apprendimenti disfunzionali iniziali, trasformandosi in eventi più neutri e permettendo alla persona di usarli in modo adattivo, trasformandoli in una risorsa.
L’applicazione della tecnica EMDR è svolta sempre all’interno di un processo psicoterapeutico che ha come base teorica il modello AIP (Shapiro F., 1995), Adaptive Information Processing, cioè il modello dell’elaborazione adattiva dell’informazione. Tutti gli esseri umani possiedono un sistema fisiologico di elaborazione dell’informazione volto a fornire risoluzioni positive (adattive) di ciò che accade in ogni istante.
In condizioni normali, il sistema di elaborazione organizza le informazioni creando collegamenti adeguati con esperienze passate, risolvendo i problemi, riducendo lo stress emotivo, utilizzando costruttivamente l’esperienza e contribuendo a generare nuovi apprendimenti (Shapiro F., 2000).
Il nostro cervello è dunque continuamente stimolato da informazioni che vengono immagazzinate in maniera più o meno conscia, in diversi modi, ma sempre in senso adattivo, utile per la persona. L’informazione viene cioè integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo (Shapiro F., 1995).
Le informazioni si associano a pensieri, emozioni, sensazioni e vanno a formare un sistema fruibile e coerente per la comprensione di ciò che accade, una conferma di ciò in cui crediamo, un apprendimento per il futuro, un’idea di sé e del mondo.
Nelle situazioni in cui questo sistema naturale di adattamento non riesce a metabolizzare un’informazione e a renderla coerente con l’esperienza già immagazzinata avviene un blocco del processo di elaborazione.
Dal momento che l’informazione è di natura intollerabile e ingestibile, è in questi casi che si forma un evento traumatico.
Un trauma è definibile come un evento dirompente che sovrasta la capacità della mente di integrare ed elaborare i dati ad esso connessi.
Per trauma si intende sia “l’esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi, o altre minacce all’integrità fisica” (APA, 1994) e psichica dell’individuo, sia l’assistere a eventi traumatici accaduti ad altri o essere esposti al rischio che tali eventi accadano ad un familiare o altra persona significativa. (APA, 1994).
Inoltre, è importante sottolineare che il trauma psicologico non è sempre circoscritto ad eventi di vita particolarmente dannosi (catastrofi naturali quali terremoti, incidenti stradali, lutti,etc.), ma può derivare anche anche da traumi relazionali, più in generale, che determinano la compromissione di relazioni fondamentali della vita psichica della persona e, nello specifico, da traumi transgenerazionali, come possono essere quella tipologia di traumi emotivi che derivano, ad esempio, dall’essere esposti ad una figura di attaccamento patologica o ad una famiglia d’origine con un funzionamento disfunzionale.
Un altro aspetto non di poco conto, è comprendere la componente della soggettività presente nell’individuo nel riuscire ad affrontare l’evento traumatico.
Infatti, non è semplice comprendere come alcune persone reagiscano in modi diversi allo stesso evento. In generale, è provato che la maggior parte della popolazione reagisce in modo traumatico ad eventi considerati tali (come disastri naturali, incidenti gravi, morti, malattie, gravi danneggiamenti dell’integrità fisica o psichica), ma è anche da considerare il fatto che alcuni eventi, apparentemente non traumatici, possano essere ingestibili per alcune persone e non per altre.

In questo senso, potremmo considerare la capacità di elaborare un trauma come altamente soggettiva e legata al contesto emotivo in cui la persona si è trovata a vivere (età in cui è avvenuto il trauma, la rete sociale e familiare presenti nella vita della persona,la presenza di una protezione, etc.). Proprio da quest’ultimo dipende la rappresentazione che la persona ha di sé e del mondo e ad essa si lega a sua volta la capacità del soggetto di affrontare un evento traumatico.

METODO TECNICO DELL’EMDR

L’EMDR usa uno specifico metodo terapeutico che permette alla mente bloccata di ricominciare il suo naturale processo di elaborazione mediante una stimolazione bilaterale degli emisferi cerebrali destro e sinistro.
Schermata 2014-12-15 a 18.41.18La stimolazione sensoriale alternata è di tipo oculare (movimenti saccadici simili al sonno rem, distinti da quelli usati dal metodo dell’ipnosi), ma anche tattile o uditiva. Questo tipo di stimolazione avviene mentre il paziente è concentrato sul ricordo traumatico, sulle componenti negative che lo caratterizzano (sensazioni disturbanti,emozioni negative,etc.). Durante questa fase di desensibilizzazione del materiale traumatico, il paziente si rende conto presto che comincia a sentire meno disagio nel ripensare all’evento negativo.
Ogni ricordo è composto di immagini, sensazioni, emozioni e pensieri: l’EMDR permette al cervello di rielaborare in senso positivo il pensiero relativo al ricordo, quindi modifica l’idea di sé e del proprio valore; contemporaneamente diminuiscono le sensazioni corporee spiacevoli o dolorose e si attenuano le emozioni negative, fino alla scomparsa totale dei sintomi. “Dopo l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento, ma sente che tutto ciò veramente fa parte del passato e che il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adulta” (Fernandez I., Maslovaric G., Veniero Galvagni M., 2011).

bibliografia
Fernandez I., Maslovaric G., Veniero Galvagni M. (2011), Traumi psicologici, ferite dell’anima, Liguori Editore, Napoli

Shapiro F. (1989), Efficacy of the eye movement desensitization procedure in the treatment of traumatic memories. Journal of Traumatic Stress, 2, 199-223.

Courtois C., Ford J.D. (2009), Treating Complex Traumatic Stress Disorders: an Evidence-Based Guide, The Guilford Press, NY

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